Название: Prima Che Invidi
Автор: Блейк Пирс
Издательство: Lukeman Literary Management Ltd
Жанр: Зарубежные детективы
isbn: 9781094311388
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“Tutto bene?” le chiese quando la vide passare in soggiorno.
“Sì. Forse potrei aver esagerato, in palestra. Sono un po’ dolorante. E anche stanca.”
“Posso fare qualcosa?”
“No. Magari domattina potresti darmi una mano con un altro po’ di leggera attività fisica?”
“Ne sarò felice, mia signora” disse con un sorriso da sopra lo schermo del suo portatile.
Anche lei sorrideva quando si infilò a letto. La sua vita le sembrava completa e aveva dolorosi crampi alle gambe, la sensazione che i suoi muscoli ricominciassero a imparare quello per cui venivano usati un tempo. Entro pochi minuti si assopì, esausta.
Non aveva idea che avrebbe fatto di nuovo il sogno dell'enorme campo di grano, e di sua madre che teneva in braccio suo figlio.
Così come non aveva idea di quanto l’avrebbe turbata stavolta.
***
Quando l'incubo la spinse a svegliarsi, non riuscì a trattenere l'urlo che le premeva in gola. Si rizzò a sedere sul letto con tanta forza che quasi cadde dal materasso. Accanto a lei, Ellington si tirò su in un sussulto.
“Mackenzie... che c'è? Stai bene?”
“Solo un incubo. Tutto qui.”
“Sembra che sia stato terribile. Ti va di parlarne?”
Con il cuore che le martellava ancora nel petto, si sdraiò. Per un momento, le sembrò di poter sentire il sapore della terra che aveva in bocca nell’incubo. “Non voglio scendere nei dettagli. È solo che... Credo di aver bisogno di vedere mia madre. Devo farle sapere di Kevin.”
“È giusto” disse Ellington, chiaramente ancora sconcertato dall'incubo e dai suoi effetti su di lei. “Immagino che abbia senso.”
“Possiamo parlarne più tardi” disse Mackenzie, avvertendo già il richiamo del sonno. Le immagini dell'incubo erano ancora lì con lei, ma sapeva che se non fosse tornata a dormire presto, sarebbe stata davvero una lunga notte.
Si svegliò parecchie ore dopo, al suono di Kevin che piangeva. Ellington stava già scendendo dal letto, ma lei allungò una mano toccandogli il petto. “Ci penso io.”
Ellington non protestò più di tanto. Stavano tornando lentamente a dei ritmi di sonno relativamente normali, e nessuno dei due era ansioso di perdere ore di prezioso riposo. Inoltre, Ellington aveva una riunione al mattino, riguardo un nuovo caso in cui sarebbe stato a capo di una squadra di sorveglianza. Le aveva riferito tutto a cena, ma Mackenzie era troppo persa nei suoi pensieri. Ultimamente, la sua capacità di attenzione era limitata, in particolare ogni volta che Ellington parlava di lavoro. Le mancava ed era invidiosa di lui, ma non riusciva proprio a sognarsi di lasciare Kevin, non importa quanto fosse rinomato l'asilo nido.
Mackenzie andò nella cameretta e lo tirò delicatamente fuori dalla culla. Kevin era arrivato al punto in cui smetteva di piangere (quasi sempre) nel momento in cui uno dei genitori arrivava da lui. Sapeva che avrebbe ottenuto ciò di cui aveva bisogno e aveva già imparato a fidarsi del suo piccolo istinto. Mackenzie gli cambiò il pannolino e poi si sistemò sulla sedia a dondolo e lo allattò.
I suoi pensieri andarono ai suoi genitori. Ovviamente non ricordava di essere stata allattata. Ma la sola idea che sua madre l'avesse attaccata al seno era troppo da immaginare. Tuttavia, ora sapeva che la maternità portava con sé una lente completamente nuova attraverso la quale vedere il mondo. Forse la lente di sua madre era stata distorta e forse addirittura totalmente distrutta quando il marito era stato assassinato.
Sono stata troppo dura con lei per tutto questo tempo? si chiese.
Mackenzie finì di dar da mangiare a Kevin, riflettendo a lungo sul suo futuro – non solo sulle settimane successive, quando il suo congedo di maternità sarebbe giunto al termine, ma sui mesi e gli anni a venire, e come avrebbe potuto trascorrerli al meglio.
CAPITOLO CINQUE
Mackenzie finalmente riusciva a entrare di nuovo nei suoi vestiti, e dopo qualche sessione in palestra aveva l’impressione che riguadagnare il fisico che aveva un anno prima non sarebbe stato poi così difficile come aveva pensato. Era quasi completamente guarita dall'intervento e stava cominciando a ricordare com'era la sua vita prima di aver prestato il proprio corpo per la crescita e lo sviluppo di suo figlio.
Con l’avvicinarsi del termine del congedo di maternità, Mackenzie iniziò a comprendere che tornare al lavoro sarebbe stato più difficile di quanto credeva. Ma prima ancora, c'era il problema di sua madre da affrontare. L’argomento era saltato fuori di tanto in tanto con Ellington, da quando aveva avuto l'incubo, ma si era guardata bene dall’andare a trovarla. Dopotutto, non era normale per lei avere un tale desiderio di vedere sua madre. Di solito evitava qualsiasi interazione con lei, o persino conversazioni su di lei, a tutti i costi.
Ma ora che le restavano solo otto giorni di maternità, doveva prendere una decisione. Stava usando Kevin come scusa principale per non intraprendere il viaggio, ma andava all’asilo ormai da una settimana e sembrava aver affrontato la transizione piuttosto bene.
Inoltre, in cuor suo aveva già preso una decisione. Seduta al bancone tra la cucina e il soggiorno, era già certa che ci sarebbe andata. Ma mettere in pratica quel proposito era tutto un altro paio di maniche.
“Posso farti una domanda che potrebbe sembrarti stupida?” chiese Ellington.
“Certo.”
“Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere? Vai là, le cose tra voi sono impacciate e non ottieni niente. Poi ritorni qui dal tuo bambino felice e dal tuo maritino sexy e la vita riprende come al solito.”
“Forse ho paura che invece andrà bene” suggerì Mackenzie.
“Di questo non sarei troppo sicuro.”
“Che cosa succede se va bene e lei vuole fare parte della mia vita? Delle nostre vite.”
Kevin era seduto sulla sua sdraietta, intento a fissare i pupazzetti attaccati sul davanti. Mackenzie lo guardò mentre diceva l’ultima parte, facendo di tutto per non pensare all'immagine di sua madre nell’incubo, seduta su quella maledetta sedia a dondolo.
“Te la caverai, solo con Kevin?”
“Penso di poterlo gestire. Passeremo un po’ di tempo tra uomini.”
Mackenzie sorrise. Cercò di rivedere Ellington come quando l'aveva conosciuto, due anni e mezzo prima, ma era difficile. Era maturato tantissimo, ma allo stesso tempo era anche diventato più vulnerabile con lei. Non le avrebbe mai mostrato il suo lato premuroso e un po’ imbranato, quando si erano conosciuti per la prima volta.
“Allora ci vado. Due giorni e basta – solo perché così non dovrò affrontare andata e ritorno nello stesso giorno.”
“Certo. Prendi una stanza in un hotel. Una buona, con la vasca idromassaggio. Dormi fino a tardi. Dopo sei mesi passati ad imparare a essere una mamma e a rivedere costantemente i tuoi ritmi del sonno, penso СКАЧАТЬ